mercoledì 30 aprile 2014

Coppa Italia: Napoli-Fiorentina sarà ricordata anche come la finale degli infortuni improvvisi

Finalmente! Il torneo nazionale più bistrattato sta ritrovando consensi. Negli ultimi anni si sta riscontrando un incremento esponenziale dell'attenzione da parte delle varie tifoserie. Probabilmente è la fame di trofei, e la Coppa Italia tutto sommato può essere considerata una giusta consolazione ad una stagione troppo ricca di aspettative, visti gli investimenti fatti, sia per il Napoli sia per la Fiorentina. L'attesa sta risultando essere all'altezza dello stesso match in quanto ben condita da eventi che di certo contribuiranno a garantire uno spettacolo per niente scontato. 

Si tratta della situazione infortuni. Mettendoli a confronto si può partire da quella che, da buoni napoletani scaramantici, abbiamo definito la "classica gufata" riferendoci all'infortunio del Pipita Higuain durante la partita contro l'Inter. Il colpo subito, come noto, ha provocato un evidente edema all'altezza della tibia destra. Giovanni Scotto, giornalista del Roma, riferisce, con tanto ottimismo, che "un vero e proprio allarme non c'è. Il percorso terapeutico seguito finora era programmato. Da domani potrà allenarsi anche con la palla". Addirittura, sembra che lo staff medico abbia proposto la possibilità di applicare una sorta di copertura protettiva sulla zona dolorante, anche perché pare sia difficile escludere Higuain dalla finale visto il suo forte desiderio di urlare "Presente". Quindi, pronti ad applaudire il suo ingresso in campo. Ottime notizie anche per quanto riguarda Christian Maggio. Il calciatore ha ottenuto l'idoneità fisica dalla Commissione Medica del CONI ed il via libera a rientrare in squadra dopo il pneumotorace di un mese e mezzo fa. Ovviamente non potrà essere schierato nell'undici titolare, ma Benitez sa che ha un'altra freccia nella faretra, così come per Zuniga.
La cattiva sorte, invece, sembra voler rendere pesanti i pensieri di Montella. Oggi il dott. Paolo Manetti, responsabile sanitario della Fiorentina, sul sito ufficiale della Società Gigliata, ha fatto il punto della situazione infortuni che vede Giuseppe Rossi desideroso di partecipare al match poiché recuperato dal punto di vista clinico e medico, ma non avendo più il ritmo partita nelle gambe non può essergli garantito un posto da titolare. Tuttavia non è escluso un suo inserimento a partita in corso. Non viene nascosta, tra l'altro, la paura di una ricaduta anche in ottica Mondiali. Per quanto riguarda Mario Gomez, viene sottolineato il netto miglioramento dopo i controlli strumentali, ma il rientro è lento e graduale. Il calciatore ci sta provando, ma non può essere garantita la sua presenza. Ad aggravare la situazione si sono aggiunti nuovi improvvisi infortuni, tuttavia meno gravi, che hanno colpito altri calciatori viola. Il portiere Neto si è procurato un "trauma contusivo" alla falange della mano e per cui non si conosce ancora il recupero. Borja Valero, a quanto pare, non si è allenato a causa di una fastidiosa infiammazione al tendine rotuleo. Chi invece non sembra destare troppe preoccupazioni è Gonzalo Rodríguez, fermato da un attacco febbrile con tonsillite. Comprensibili, quindi, le preoccupazioni di Montella, che è stato già costretto a dover rinunciare a Cuadrado perché squalificato.
Quello che sta stupendo, conoscendo gli animi caldi delle due tifoserie, è la concentrazione che si respira. Ciò che è strano, è la mancanza dei soliti confronti mediatici tra i vari sostenitori, mostrando, a parer mio, un serio desiderio di vincere la Coppa Italia. Tutto ciò non fa altro che rendere ancor più interessante questo match.
Però, al di la di ogni analisi, FORZA NAPOLI! 

lunedì 28 aprile 2014

Calciomercato Napoli: Marek Hamsik con le valigie pronte


Da alcuni giorni si susseguono notizie che riguardano il futuro di Marek Hamsik. La divertentissima Roulette Russa azionata da giornalisti, o, come sono solito definire, pseudo-giornalisti, mette in scena una serie di notizie tali da rendere necessario tanto impegno nel leggere quanti più articoli possibili, sfruttando al massimo tutta la propria capacità di analisi per capire quale delle tante si avvicini di più alla verità. 

Chiunque abbia letto i miei post, sa perfettamente quali siano le mie considerazioni in merito alla diffusione spudorata della notizia da bisca clandestina, classico del più noto gioco d’azzardo “Carta vince carta perde”, dove ci si lancia nel dare non più lo scoop bensì un' ipotetica notizia che, se viene anche minimamente centrata, diventa degna del premio “Pulitzer” o dell’iscrizione nell’albo dei Maghi. Questa critica è molto accesa poiché, da utente/lettore, la sensazione che percepisco è, innanzitutto, di forte dubbio. Sul portale calcionapoli24 è stato pubblicato un articolo del CdS che titola così: “Hamsik-Mazzarri, si può! Thohir pronto ad offrire Guarin o Ranocchia per arrivare al capitano del Napoli”, sottolineando la scarsa serenità del calciatore a causa della posizione in campo che Benitez gli impone di occupare. Altra notizia che, a parer mio, ha dell’inverosimile, perché nata da una supposizione e quindi non degna dell’appellativo di “notizia da giornale sportivo” ma da “Quattro amici al bar” è quella di Tuttosport (sempre ripresa da calcionapoli24) che recita così: ”Hamsik-Inter, spunta una promessa fra De Laurentiis e Moratti! Guarin e Alvarez le contropartite per Benitez”. Continuando a leggere l’articolo ci si rende conto che il dato relativo ad una promessa tra Presidenti risale al 2011, quando il Milan con Galliani trattò direttamente col calciatore creando malcontento nella Società partenopea, così che Moratti fu costretto ad adottare una politica da “Gentlemen Agreement” per avvicinarsi il più possibile all’affare. In tre anni ne è passata di acqua sotto i ponti, e nel frattempo il proprietario dell’Inter è cambiato, e ADL non farebbe mai un piacere a Mazzarri. 

Le prime differenze sostanziali si possono notare già leggendo le eventuali contropartite, dove, nel primo caso si parla di Guarin o Ranocchia, mentre nel secondo caso di Guarin e Alvarez. Inoltre, quest’ultimo, sottolinea e rimarca continuamente l’incontro, negli spogliatoi, tra lo stesso Hamsik, Mazzarri ed il suo staff per un saluto tra vecchi amici che, prosegue, non hanno disdegnato un “fitto parlottare che non è sfuggito a nessuno”. Chi offre di più? Sia in un senso sia in un altro, ogni fatto può essere smentito, ed in contrapposizione a quanto azzardato da queste terze persone, esiste una notizia inconfutabile nata proprio dal diretto interessato, che dice a tutti, tifosi e non del Napoli, attraverso il suo sito ufficiale: “Un’altra bella meta! E’ un bel numero, sono molto felice di aver ottenuto questo importante traguardo. Faccio parte della storia del club, sono davvero lusingato, le mie trecento presenze dimostrano quanto io amo il Napoli”. Non è un caso che il Napoli faccia sempre notizia!


FORZA NAPOLI!

domenica 27 aprile 2014

Attacco hacker alle pagine facebook del Napoli: bacheche imbrattate con insulti d'ogni tipo

Una vera e propria invasione. Un attacco hacker con il preciso intento di denigrare Napoli e i napoletani. Questo è accaduto ieri. Un gruppetto di utenti si è intrufolato in diverse pagine Facebook dedicate al Calcio Napoli, rubando le credenziali degli amministratori, e si sono sostituiti a loro. Hanno pubblicato ogni forma d'insulto possibile nei confronti dei napoletani. Un'invasione indecente. Ovviamente la maggior parte ha usato account finti, creati apposta per intrufolarsi nei gruppi ed insultare. 

Onde evitare ogni forma di pubblicità a queste persone, preferiamo non inserire nessun link a pagine che hanno subito tale furto. E poi il tutto sarà stato sicuramente denunciato alla polizia quindi non vogliamo nemmeno complicare il loro lavoro portando ulteriori "indirizzi ip"  su queste pagine. Purtroppo, basta inserire nella casella di ricerca di facebook la parola Napoli per trovarsi davanti una delle pagine in questione

Come ci sono riusciti? In questo modo: 

il vecchio admin del gruppo ha cliccato su qualche link che gli hanno mandato(tipo quelli delle finte signorine che vogliono fare amicizia o quelli che ti chiedono di votare qualcosa) e gli sono entrati nel profilo con un software..a quel punto è stato un gioco da ragazzi rubargli i gruppi che aveva

Così spiega l'accaduto il nuovo admin di una delle pagine oggetto dell'invasione. Una volta intrufolatosi poi realmente è stato tutto semplicissimo. E' bastato sostituirsi al vero amministratore, o ai veri amministratori, della pagina ed invitare tutti gli altri per imbrattare la bacheca del gruppo con ogni tipo di insulto. Nel caso specifico, una pagina con oltre 12.000 utenti iscritti, tantissimi blog e siti collegati. Facile immaginare l'insurrezione popolare che si è scatenata. Ma è stata inutile. Non avendo più i permessi necessari, l'amministratore originario della pagina facebook non ha potuto fare più nulla. La pagina è stata abbandonata e, di fatto, ora è in mano agli hacker. 

Quindi, d'ora in avanti, se vi arriva una richiesta d'amicizia da parte di una bella signorina o vi invitano a cliccare su qualche link...pensateci bene! 

Inter-Napoli: tante occasioni ma nessun gol. Per i partenopei ora c'è la finale di Coppa Italia


Finisce 0-0 l’anticipo della 35a giornata di serie A tra Inter e Napoli. Un pareggio che tutto sommato può andare bene al Napoli di Benitez che avanza a piccoli passi verso l’obiettivo Champions League

Nel primo tempo le squadre si affrontano a viso aperto creando diverse palle gol: Kovacic al 11' e Callejon al 13' che in perfetta solitudine manda alla destra di Handanovic una buonissima occasione. Gli azzurri cercano di attaccare gli spazi sfruttando la velocità di Insigne, Mertens (schierato al posto di Hamsik) e Callejon a supporto di Higuain. L’inter invece,prova a pungere in contropiede con le ripartenze. Finisce senza reti il primo tempo

Nella ripresa il ritmo cala leggermente ma lo spettacolo non manca grazie anche alle difese non molto attente. I partenopei sciupano un gol facile con uno spento Mertens e rischiano di subire gol con un colpo di testa di Palacio. La squadra di Mazzarri teme questo Napoli e si difende a pieno organico. Gli azzurri ci provano con Inler (uno dei migliori) ma il pallone colpisce il palo. Benitez prova ad inserire Hamsik e Pandev al posto di Mertens ed Higuain (infortunato) ma il risultato non cambia. Finisce 0-0.

Nella gara di ieri abbiamo visto una una buona prova del Napoli rispetto a quella contro l’Udinese. I partenopei sono sembrati molto motivati e propositivi in vista anche della finale di coppa Italia di sabato prossimo. Meno cinico sotto porta con Higuain e Callejon che hanno creato buone occasioni senza però finalizzarle. La difesa e il centrocampo hanno tenuto bene (buona la prova di Inler). Si è visto un piccolo passo avanti per la squadra di Benitez che lascia ben sperare per l'imminente impegno di Coppa ma soprattutto per il futuro. 

di Francesco Abate

Buon Napoli al Meazza: segnali positivi per la finale di Coppa Italia. Per Higuain, fortunatamente, tanta paura ma nulla di più

Un Napoli con il freno a mano tirato. Questo è il Napoli che è sceso in campo a San Siro nell’anticipo della 35a Giornata di serie A. Nonostante ciò, tanti sono gli aspetti positivi. Il primo è sicuramente l’ottima prestazione di Gokhan Inler che ha disputato forse una delle migliori partite da quando è a Napoli. E' sembrato davvero in gran spolvero soprattutto nella ripresa quando ha preso per mano la squadra. Gli è mancato soltanto il gol. E ci è andato anche vicino. Ecco. Forse l'unica pecca è stata proprio quella mancanza di lucidità per spingere il pallone in fondo al sacco quando gli è capitata l'occasione buona. Se invece di colpire il palo l'avesse messa dentro sarebbe stata la sua partita perfetta. 

Altra nota positiva è sicuramente l’ottimo secondo tempo degli azzurri che hanno schiacciato l’Inter nella loro metà campo sfiorando in più occasioni il gol (palo di Inler è l'occasione più grossa ma ce ne sono state anche altre). Lo stesso Mazzarri, caso raro, a fine partite ha dato merito agli azzurri di aver disputato un ottimo secondo tempo. E non è poco considerando che all'andata, dopo aver preso quattro palloni riferì ai microfoni che i partenopei avevano avuto fortuna, l'Inter aveva creato tanto e il risultato era ingiusto. 

Un Napoli, quindi, a risparmio energetico che però a tratti ha mostrato bel calcio e sotto questo punto di vista i tifosi possono stare tranquilli per la finale del 3 Maggio a Roma contro la Fiorentina. Unica nota stonata sono stati i minuti di puro incubo quando Gonzalo Higuain è rimasto a terra per un contrasto con Andreolli, pulito e senza cattiveria, ed è dovuto uscire in barella quasi in lacrime. Non dovrebbe essere nulla di grave, condizionale d’obbligo, e il Pipita dovrebbe essere regolarmente in campo sabato a Roma. Insomma il Napoli non è il miglior Napoli di inizio stagione ma ci sono tanti aspetti positivi che fanno ben sperare per la Finale. Non ci resta che aspettare sabato, una notte che può salvare stagione e faccia a questo Napoli.

di Roberto Gallo

Pagelle Inter-Napoli: Inler il migliore in campo. De Nicola fiducioso per l'infortunio di Higuain

Benitez  6,5.  Aveva qualche sassolino da togliersi contro l’Inter ma da navigato allenatore quale è ,ha pensato sia ai nerazzurri che alla finale di sabato prossimo dei Coppa Italia, gestendo gli uomini in modo oculato.

Reina 6. Ha timbrato il cartellino come sempre, sicuro su ogni rinvio ed uscita dai pali…memore della gaffe friulana.

Henrique 5,5. Non mette in campo la sua solita gara di forza e generosità, a guardia della sua fascia, si limite alla normale amministrazione.

Albiol 6 . Passato il virus, torna a centro della difesa, tranne in qualche sporadico attacco interista, svolge con tranquillità il suo lavoro.

Britos 5. Non sempre preciso nelle rifiniture, più volte perde di vista il suo uomo da marcare, legnoso nei movimenti aiutato soprattutto dalla sterilità offensiva nerazzurra.

Ghoulam 6. Da sempre l’impressione che in qualsiasi momento sul suo lato possa creare qualcosa di buono, si limita ad appoggi per i compagni, precisi e attenti e… alle rimesse laterali.

Jorginho 6. A sprazzi fa vedere che possiede il piede brasiliano, con tocchi eleganti e smarcanti, peccato che li esegue pochissime volte, potrebbe fare sempre la differenza.

Inler 6.5. Il migliore in campo. Colpisce un palo che grida ancora gol, dopo un’azione spettacolare, in una partita dove i ritmi sono piuttosto bassi, lui riesce a gestire il centrocampo.

Mertens 5,5. Partita sottotono del folletto belga, non è in giornata e lo si vede. Crea poche volte la superiorità numerica in attacco contenuto molto bene dai difensori interisti.

Callejon 6. Si divora il piu facile dei gol, cosa non da lui. Sempre propositivo anche quando vede poche volte la palla ma lui in campo ci deve sempre essere.

Insigne 6. E’ un 6 politico, potrebbe ogni partita mettere in condizioni i suoi compagni di reparto di andare in porta con facilità e con passaggi meno complessi di quello che si ostina a fare ogni volta.

Higuain 6. Preoccupa e non poco l’infortunio che ha subito nel finale di partita. Il dottore De Nicola è fiducioso nel suo recupero per sabato. Solita partita generosa sempre alla ricerca del gol, non sempre servito a dovere dai compagni.

Pandev sv . Entra al posto dell’argentino. Non vede quasi mai la palla.

Hamsik 6. Sostituisce Mertens, sistemandosi a centrocampo, mette in difficoltà il reparto centrale interista. Da quando entra in campo,il Napoli chiude l’Inter in difesa e sfiora piuù volte il vantaggio.

sabato 26 aprile 2014

Inter-Napoli: i mille volti di una partita di fine stagione


Questa sera si torna in campo. La domanda ormai è diventata una sola: che Napoli vedremo contro l'Inter? Quello cinico e spietato che affronta le grandi di Italia e d'Europa oppure quello mediocre che scende in campo con l'intento di bivaccare che più volte abbiamo visto contro le medio/piccole? La risposta ce la darà il terreno di gioco del Meazza alle 20.45. 

Benitez, come sempre, ha provato a caricare i suoi. Lo ha sempre fatto e anche in occasione della sfida contro l'ex allenatore del Napoli ha tenuto sulla corda tutta la rosa. "Mi aspetto che i giocatori dimostrino di voler essere in campo a Roma attraverso una buona prestazione a San Siro" ha dichiarato Rafa. E poi c'è ancora quel piccolo record a portata di mano che il tecnico spagnolo guarda con interesse ossia il record di vittorie esterne (10, ndr). Al di là dei record, quella contro i nerazzurri è una partita che Benitez giocherebbe col coltello tra i denti. E' un po' come la gara contro la Juve per i partenopei. Una sfida personale contro una società con cui non ha avuto un rapporto felice in passato, quando per l'appunto ne era l'allenatore. Ed ancora oggi ci sono veleni e polemiche (leggi qui). 

La partita di questa sera, inoltre, sarà anche la gara degli ex. Mazzarri  andando via da Napoli, infatti, ha portato con sè anche alcuni calciatori. Campagnaro e Rolando ad esempio. Altri ne avrebbe voluti ma non gli sono stati concessi (vedi Zuniga e Maggio). Forte è stato anche l'interesse per il pocho Lavezzi che però, a suo tempo, preferì il PSG e lì è restato. E lo stesso allenatore sta premendo affinchè la società, per la prossima stagione, porti a vestire la maglia nerazzurra il capitano del Napoli: Marek Hamsik

Insomma l'anticipo di campionato delle 20.45 racchiude tutta una lunga serie di ragioni che lo rendono interessante. Strade e destini che si sono incrociati ma che poi hanno continuato parallelamente. Ora si incrociano nuovamente ed aprono nuove strade che in futuro potrebbero incontrarsi ancora.  

  

venerdì 25 aprile 2014

Calciomercato Napoli: sembra di vedere l'allenatore nel pallone

Sembra di rivedere l'allenatore nel pallone. Ricordiamo tutti l'esilarante film in cui Lino Banfi è il mister della Longobarda. Ed ugualmente ci ricordiamo le scene del calciomercato estivo.


Ecco. La realtà non si discosta poi tanto. Quest'anno, con i Mondiali in Brasile, ci siamo anche portati avanti col lavoro. Si parla di calciomercato già da settimane. Nemmeno il tempo di chiudere la sessione di gennaio che sono tornati nuovamente in prima pagina tanti, troppi, nomi di possibili nuovi acquisti per il prossimo campionato.  

Basta aprire qualsiasi giornale o qualsiasi sito internet per scoprire ogni giorno un nome nuovo.  Qualcuno che lascia la maglia azzurra e qualche altro con le valigie pronte in partenza per Napoli. Poi passano i giorni e quelle "piste" che sembrano così sicure svaniscono nel nulla. E non potrebbe essere altrimenti. Proprio come l'allenatore nel pallone che passa in una manciata di minuti dall'avere in squadra: Platini, Rummenigge, Zico e perfino Maradona ma poi si ritrova ad affrontare il campionato con Crisantemi, Sella e Cavallo

Tornando al Napoli. Cito soltanto alcuni nomi che ho letto negli ultimi tre giorni, senza andare troppo indietro nel tempo. Ho letto che la società partenopea è sempre sulle tracce di Agger (difensore del Liverpool), così come su quelle di Moreno (terzino sinistro del Siviglia). Tuttosport è praticamente sicuro della cessione di Hamsik (per volontà dello stesso calciatore) e riferisce di contatti con Ivan Rakitic (sempre del Siviglia) per rimpiazzarlo. Marco Rojo (laterale dello Sporting Lisbona) pare aver guardato con disinteresse al Napoli preferendo la destinazione inglese di Liverpool. Poi c'è l'esterno destro del Feyenoord, Daryl Janmaat (seguito da Napoli, Inter e Juventus in Italia). Senza dimenticare Gonalons e Koulibably per i quali si alternano momenti in cui l'acquisto da parte del Napoli è certo ad altri che invece li vedono accostati ad altre società europee. Ed infine Mascherano. Un giorno si ed uno no spunta il nome del calciatore del Barcellona. Per quanto riguarda le uscite invece, oltre a Marek Hamsik, i media hanno dato in partenza: Maggio, Behrami, Dzemaili, Mertens e Callejon.  Poi c'è stato il caso Insigne. Secondo il suo procuratore Lorenzo sarebbe pronto ad andare via se l'allenatore non gli concede lo spazio che merita. Dulcis in fundo: Pepe Reina Il portiere del Napoli prepara e disfa le valigie tutti i giorni, non appena finisce l'allenamento a Castel Volturno.

E siamo ancora ad aprile. Come direbbe Lino Banfi: "Maaaadonna benedetta dell'Incoroneeeeta".



giovedì 24 aprile 2014

A.A.A. Cercasi capitano disperatamente, con istinto da leader e passione per la maglia

La partenza, ricca d' ombre, di Mazzarri da Napoli ha costretto la società partenopea a dover creare un nuovo progetto. L'arrivo di un allenatore come Benitez è stato il chiaro messaggio di volersi mettere in gioco alzando vertiginosamente l'asticella. Non me ne voglia il nuovo tecnico dell' Inter ma tra i due curricula la differenza è netta. 

Una rivoluzione dettata da tutta una serie di principi, regole e idee che hanno reso noti i traguardi raggiunti dal tecnico spagnolo che non ha perso tempo ad imporle anche a Napoli. Ovviamente è impensabile riuscire a cancellare una vecchia idea di gioco applicata per 4 anni ed infonderne una nuova di punto in bianco. Soprattutto quando gli stessi calciatori che ha allenato in questa stagione sono stati i punti fermi, per capacità ed attitudine, della passata gestione tecnica. Come è evidente, infatti, quelli che sono chiamati "Mazzariani" stanno via via lasciando il Napoli per giocare in altre squadre. Le continue voci di mercato e gli eventi che hanno caratterizzato questa stagione calcistica lasciano chiaramente intendere che nella prossima sessione estiva di calciomercato ci sarà un ulteriore stravolgimento tra le fila azzurre. 

Tante volte ci siamo detti, amareggiati, che nel calcio non esistono più le bandiere come una volta, e mi dispiace dirlo, ad oggi non riesco a vederne nessuno nel Napoli, all'altezza di tale responsabilità. Pseudo giornalisti azzardano voci di corridoio ingigantite, con la speranza di anticipare lo scoop, sfoderando tutta una serie di nomi di calciatori che arriveranno e di altri che andranno via. Si fanno nomi di top player che garantirebbero quel tanto desiderato salto di qualità, dal punto di vista delle prestazioni e dal punto di vista della mentalità. Del resto, lo scorso agosto, A.D.L. ha sì venduto Edinson Cavani al PSG, ma ha anche acquistato calciatori dall'altissimo pedigree come Higuain, Callejon ed Albiol dal Real Madrid e tanti altri. Indubbiamente l'esperienza si vede tutta, la mentalità pure, ma ciò che è mancato, secondo me, è l'avere una figura importantissima all'interno dello spogliatoio e sul rettangolo di gioco: "Il vero capitano"

E' noto a tutti che gli azzurri hanno manifestato quest'anno, diverse lacune, ma a mio avviso, non hanno dimostrato di avere un'identità precisa da vera squadra compatta. Ho avvertito la presenza di troppi singoli, e tale disagio può essere colmato anche attraverso il contributo di quel "vero capitano" che pretende il rispetto delle gerarchie, che è da esempio per tutti i suoi compagni, che è il trascinatore, che non porta solo la fascia sul braccio. Mi rincresce dirlo, ma non si può pensare che il Napoli del presente e del futuro possa essere trascinato da Hamsik non avendo, per l'appunto, la stoffa del leader a Napoli. 

Potrebbe esserlo, vista l'esperienza, Pepe Reina. Ma se un giorno dice di desiderare di rimanere e quello successivo pensa di tornare in patria, che senso avrebbe? Poi mi ritrovo a leggere dichiarazioni del procuratore di Insigne, che afferma a Radio Punto Zero che se il suo assistito non dovesse avere le giuste garanzie di carriera dal Napoli, manifestando soprattutto insofferenza per le idee di gioco di Benitez, poiché non esaltano le sue velleità, potrebbe valutare, in "estrema ratio", anche offerte da Torino sponda Juve. E questo dovrebbe essere il capitano del futuro? I procuratori si preoccupassero anche di educare i propri assistiti, di aiutarli a crescere, a maturare, perché, soprattutto dopo dichiarazioni del genere, non dimostrano di saper curare gli interessi del ragazzo, o quanto meno non hanno interesse nel vederlo protagonista di una realtà che, anni fa, uno straniero è riuscito a far sua, a sentirla dentro e a dimostrare di non essere solo il capitano di una squadra di calcio, ma anche il trascinatore morale di una città intera e non solo. "Il capitano DIEGO ARMANDO MARADONA".

mercoledì 23 aprile 2014

Moratti torna all'attacco: "Il Napoli ha comprato i quattro calciatori che voleva Benitez ma la situazione è la stessa di quando era all'Inter"


Moratti ha ancora il dente avvelenato. Quei cinque mesi di Benitez sulla panchina dell'Inter devono avergli tolto parecchio sonno. Ancora oggi ci pensa. E continua ad attaccare il tecnico spagnolo. Lo ha fatto, di nuovo, in un'intervista rilasciata a Telelombardia nella giornata di ieri. 

 Benitez non ha sopportato la vittoria di Mourinho e si è fregato da solo. C'era una squadra felice, pronta a ripetersi, contenta di quello che aveva ottenuto ed invece è stata analizzata e criticata in termini tali per i quali noi stavamo quasi attenti a dire che avevamo vinto un mese prima per non rovinare il nuovo percorso. Un atteggiamento quasi punitivo nei confronti della società e dei giocatori. Non abbiamo quasi festeggiato, ci sembrava di aver fatto qualcosa che non andava bene al nuovo allenatore. Leonardo, subentrato a dicembre, è riuscito a creare un ottimo clima e siamo arrivati secondi in quella stagione. Se Benitez avesse creato quello stesso clima forse sarebbe arrivato un altro scudetto quell'anno. Quella è stata la sua colpa anche se si ostina a dire che è mia perchè non gli ho comprato quattro giocatori. Ora vedo che il Napoli gliel'ha comprati, ma la situazione è sempre quella. 

Queste le parole, avvelenate, di Moratti rilasciate all'emittente lombarda in occasione della presentazione della partita proprio contro il Napoli di don Rafè. A distanza di quattro anni dunque la ferita è ancora aperta. D'altronde la separazione nel 2010 non fu molto cordiale e per diverso tempo si portò dietro molte polemiche. Poi però quando la questione iniziava a diventare solo un ricordo, De Laurentiis lo ha portato a Napoli. Ed ecco allora che è ricominciata la "telenovela". I due hanno ripreso a punzecchiarsi insistentemente dall'inizio del campionato. Il ritorno al Meazza di Benitez non poteva che essere l'ennesima buona occasione per sfoderare le armi. Moratti si è già fatto avanti. Ora attendiamo la risposta di Rafa. Ma sono quasi certo che anche dopo la partita di domenica, non comparirà la scritta "FINE" a questa diatriba che avanti da quattro anni. E' una tentazione irresistibile per la maggior parte dei mass media. 

martedì 22 aprile 2014

Biasin: "Rottura tra De Laurentiis e Benitez. Il presidente è insoddisfatto, al posto dello spagnolo potrebbe arrivare Allegri"

In attesa della finale di Coppa Italia, il 3 maggio prossimo, è tutto un gran brusio di voci di mercatoIl calcio giocato, in questo finale di stagione, non ha poi tanto da dire ai fini della classifica. Le pagine dei quotidiani o le trasmissioni televisive però hanno comunque da riempire i loro spazi quindi tendono, non tutti chiaramente, a tenere alta l'attenzione dei tifosi in quest'altro modo

La "pseudo-notizia" che viaggia in sordina, in attesa di sviluppi, è quella di un malcontento del presidente De Laurentiis nei confronti di Benitez. Dopo i proclami di inizio stagione, la finale di Coppa Italia resta l'unico obiettivo raggiungibile. Di tutto rispetto ma francamente un po' pochino. Soprattutto in relazione agli investimenti fatti. E poi è innegabile che il patron azzurro non abbia digerito per nulla le tantissime brutte figure fatte contro le provinciali. A questo c'è da aggiungere la dispendiosa e per niente semplice questione del centro sportivo a livello europeo che Rafa chiede da tempo. Investimenti insomma cospicui che De Laurentiis sembrava disposto ad affrontare a inizio stagione quando si parlava di scudetto, Champions da protagonisti ecc. Tutto questo non c'è stato. Le spese si. 

Ecco allora che qualche giornalista, Biasin di Libero è tra questi, riferisce in un editoriale sul web che la rottura tra presidente ed allenatore potrebbe essere vicina. E va anche oltre. Nomina quale possibile sostituto di don Rafè l'ex allenatore del Milan: Max Allegri. Nell'analisi fatta dal giornalista c'è poi tutta la questione spogliatoio che inizia a diventare ingestibile. Behrami che litiga con Inler, Hamsik in crisi da lungo tempo, Mertens reclama una maglia da titolare, l'addio prematuro di Paolo Cannavaro che a molti non sarebbe stato digerito. 

Quanto ci sia di vero in tutto questo io non lo so. Magari Biasin ha più esperienza per poter fiutare questi "malcontenti" e queste "possibili rotture". La mia idea è che se davvero De Laurentiis non avesse avuto intenzione di continuare con Benitez in panchina, non avrebbe dato mandato a Bigon per andare a prendere calciatori consigliati dallo stesso allenatore. O meglio. Non avrebbe proprio avviato le trattative in attesa di risolvere la questione con don Rafè. L'opzione per confermare lo spagnolo alla guida del Napoli va esercitata entro il 15 maggio. Pochissimo tempo. Ed oltretutto in più occasioni il numero "1" azzurro si è detto pronto a confermargli la fiducia. Che senso avrebbe tutto questo se l'intenzione è quella di puntare su un altro allenatore? 

(fonte: Tuttomercatoweb.com)

domenica 20 aprile 2014

Al Friuli poche luci e tante ombre, l'ennesimo stop che lascia tanti dubbi


Bisogna cambiare! Il pari visto contro l’Udinese sembra un film visto spesso in questo campionato. La prestazione degli azzurri ha convinto solo per 45’ e la squadra ha mostrato i suoi punti deboli a partire dalla mentalità. Tutto ruota attorno ad un unico involucro: la testa.

La determinazione e la cattiveria che dovrebbero far vincere contro le “piccole” non ci sono e questo lo capiamo quando vediamo Insigne sbagliare un gol facile, Reina regalare il pallone agli avversari, Fernandez farsi espellere e il nostro marekiaro Hamsik assente da troppo tempo ormai. Tutti questi fattori visti in campo, preoccupano i molti tifosi delusi per l’ennesimo passo falso riscontrato e cancellano le poche luci della giornata come il 18 gol stagionale di Callejon. 

Le parole del tecnico Benitez  sono tutt’altro che leggere: Per l’anno prossimo serve una squadra con la mentalità giusta per ogni partitaTutti devono dare il massimo altrimenti arriva un altro e prende il suo posto…”E si caro Rafa, Bisogna raggiungere quella mentalità europea che fa vincere le partite. Tutte. Quelle più sentite contro la Juve e quelle meno di cartello e per farlo tutti devono dare il 100% per 90 minuti.

di Francesco Abate

sabato 19 aprile 2014

Pagelle Napoli quasi scontate: Callejon il migliore e Zapata il peggiore

Il Napoli, anche oggi, ha dimostrato di essere l'agnello sacrificale per le piccole. Anche al Friuli lascia punti utili che avrebbero permesso di mettere una seria ipoteca sul terzo posto per potersi, poi, dedicare mente e corpo alla finale di Coppa Italia.

All. Benitez: 5.5 Scelte viziate da assenze importanti, ma un tempo e mezzo sono un po' troppo per capire che Zapata non fosse all'altezza di sostenere l'attacco Azzurro. Pandev avrebbe potuto fare ingresso un po' prima. Continua ad essere nervoso nel post partita sottolineando la scarsità di mentalità vincente nel gestire le partite....Da chi può dipendere maggiormente?  
Reina: 5,5 Se è vero che durante il primo tempo sia stato impegnato poco, o comunque tanto da non impensierire un portiere del suo calibro, è anche vero che da un professionista come lui non puoi aspettarti ed accettare errori come quello che ha poi compromesso il momentaneo vantaggio del Napoli. 
Reveillere: 6 Ritornato in campo da titolare, cerca di eseguire il suo compitino, ma di certo, al termine della partita, non si può dire che abbia particolarmente brillato, meritando non più del 6 politico.
Fernandez: 6 Il voto è un po' viziato dall'espulsione, ma conferma la continuità che ha finalmente acquistato da quando Benitez è sulla panchina azzurra. Molto più attento, rispetto al passato, nel gestire il quartetto arretrato. Sono sicuro che il prossimo anno sarà un valore aggiunto.
Henrique: 6 Conferma di avere ottime qualità nella fase difensiva, qualunque fosse la zona che il mister gli chiede di occupare.
Ghoulam: 6 Tanta quantità e tanta volontà. Impegno da vendere, con lo sguardo sempre rivolto in ogni zona del campo per capire l'evoluzione delle varie fasi di gioco. Macina chilometri e si fa trovare sempre pronto dai suoi compagni di gioco, soprattutto nelle sovrapposizioni con Insigne. Non disdegna lo scontro fisico e nemmeno di dare il via ad azioni offensive.
Inler: 6.5 Ha cercato di prendersi per mano il centrocampo. Ha subito falli senza mai scomporsi e li ha ricambiati senza rischiare molto. Importante il fraseggio continuo con Hamsik.
Behrami: 6.5 Come al solito, presente su tutte le palle. Fa di tutto per alzare una diga nella sua zona di pertinenza. Sostituito al minuto 73 da Jorginho perché ormai c'era troppo spazio tra i reparti e ci voleva qualcuno che avesse piedi un po' più fini.
Callejon: 7.5 Mai un gol banale, così come quello di oggi. La mentalità della grande squadra gli è rimasta dentro, e lo dimostra ogni qual volta scende in campo. Dovrebbero prenderlo ad esempio per grinta e cattiveria agonistica.
Hamsik: 6 Anche oggi a secco. Ormai l'ultimo gol segnato è sempre più lontano, e risale all'11^ di campionato. Considerando, però, tutte le attenuanti, è più importante ciò che apporta in fase di costruzione che di realizzazione, e anche oggi ha dimostrato di mettercela tutta. Anche da lontano cerca sempre il tiro. Merita sostegno. Sostituito da Albiol, al minuto 88, a causa dell'espulsione di Fernandez.
Insigne: 6.5 Ha fatto tanto movimento sulla trequarti e tante volte è sceso in copertura a centrocampo. Non ha sfigurato per personalità, cercando tante volte il gol e tante altre di impostare azioni d'attacco con cross velenosissimi. La voglia di ben figurare, però, molte volte, sono state anche sinonimo di presunzione, manifestatesi con errori che da un calciatore col suo talento non ti aspetti. Permettiamogli di crescere. Deve ancora imparare a gestire le pressioni dell'ambiente Napoli.
Zapata: 5 Probabilmente la scarsa conoscenza del calcio europeo, e nello specifico quello italiano, stanno influendo tantissimo sulle sue prestazioni. Ovviamente oggi non è stato per niente d'aiuto alla squadra, sprecando, per di più, un'ottima occasione al minuto 49, facendosi togliere la palla da Danilo senza troppi problemi. L'unico merito è che con un fisico come il suo non ha mai perso nel corpo a corpo con i difensori avversari.

Sotituti:
Pandev: S.V. In campo dal minuto 66.
Jorginho: S.V. In campo dal minuto 73.
Albiol: S.V. In campo dal minuto 88.

Udinese-Napoli: vince la noia. La superficialità dei partenopei costa un altro pareggio.

Inizia la 34^giornata di Campionato. Ormai siamo quasi ai titoli di coda e tutti si aspettano che oggi si possano stabilire definitivamente le gerarchie in questa classifica. La squadra si presenta allo stadio Friuli con la tegola dell'assenza di Higuain, causata da un infortunio durante gli allenamenti. Altra assenza illustre, ma in questo caso nelle fila dell'Udinese, è quella di Totò Di Natale. L'arbitro Calvarese cerca di dare da subito l'idea di quelli che saranno i suoi parametri di giudizio, ammonendo Pinzi per un fallo da tergo ai danni di Ghoulam, dopo appena 20 secondi dal fischio di inizio

Durante i primi dieci minuti del primo tempo si sono viste due squadre pronte a fronteggiarsi a viso aperto, alternando azioni da una parte e dall'altra ma senza impensierire particolarmente i due portieri. Da lì il match si trasforma in uno spettacolo a dir poco privo di emozioni, probabilmente viziato dall'intenzione di entrambe le squadre di non scoprirsi troppo. Al minuto 22 il primo vero squillo è dell'Udinese, con BADU che si inserisce sulla corsia destra ma che viene poi fermato in angolo, con non poche preoccupazioni.  Al 24' del primo tempo, anche il Napoli cerca di spaventare la difesa friulana avviando un 'azione di contropiede ed arrivando in porta con un colpo di testa di Hamsik, fermato poi da Scuffet. Passano appena 5 minuti e gli azzurri ci riprovano di nuovo col capitano che, dalla corsia sinistra, passa un invitante pallone a centro area per l'ultimo tocco di Insigne, il quale, però, non impatta favorevolmente tanto da mandare la sfera alle spalle del portiere avversario. Al minuto 38 la realizzazione di quello che è stato un po' il trend degli ultimi minuti, con Callejon che sblocca la partita con un gran diagonale, dopo aver ricevuto l'assist da Zapata. Udinese 0 Napoli 1. Il primo tempo termina senza alcun recupero. 

La seconda frazione di gioco inizia con l'Udinese che si porta in attacco. La retroguardia azzurra riesce a chiudere sufficientemente gli spazi. La mancanza di Higuain si manifesta maggiormente quando Zapata, al minuto 49, non sfrutta favorevolmente un'azione di contropiede, arrivando troppo lentamente davanti alla porta dell'Udinese e non gestendo con lucidità la palla, che gli viene subito tolta da Danilo. Altro clamoroso errore, questa volta di Insigne, che, dopo aver dato sfoggio delle proprie qualità stoppando un pallone difficilissimo in arrivo dalla trequarti crossato da Callejon, al minuto 51, il magnifico cerca di spiazzare Scuffet da pochi metri di distanza, la sfera però finisce di poco a lato. A conferma del detto "gol fallito gol subito", dopo due minuti ,precisamente al 53', Reina commette un'altra delle sue ingenuità passando maldestramente il pallone a Behrami, anticipato da Pinzi che scarica subito per il suo compagno di squadra Fernandes, il quale non può fare altro che calciare in porta. Nulla da dire in merito alla fattura del gol, peccato che fosse in nettissimo fuorigioco e che il guardalinee non fosse dello stesso avviso.  Al 66° Benitez sostituisce un impalpabile Zapata con un più esperto Pandev, che, dopo appena tre minuti dal suo ingresso, viene trattenuto in area da Domizzi, richiedendo un chiaro rigore negatogli dall'arbitro. Per riuscire a vedere una nuova azione d'attacco degna di nota bisogna aspettare il minuto 80, quando, dopo una meravigliosa triangolazione con Hamsik, Lorenzo Insigne calcia in porta con un tiro a giro, tipico dei suoi, ma che passa di poco alto sulla traversa. Altra occasione sprecata. La ciliegina sulla torta, per finire, è l'espulsione di Federico Fernandez per somma di ammonizioni dopo il fallo su Gabriel Silva al limite dell'area di rigore. Salterà la sfida con l'Inter. 

Il Napoli compromette il risultato, come già accaduto diverse volte durante questo Campionato, a causa della superficialità con cui vengono gestite certe occasioni e dimostrando di non aver ancora la maturità giusta per gestire bene il vantaggio. Comunque Forza Napoli!

venerdì 18 aprile 2014

Udinese-Napoli: Higuain fuori, il tecnico azzurro punta su Zapata

Non ce la fa. Higuain domani pomeriggio non sarà della partita. La contusione rimediata ieri in allenamento costringe il Pipita a saltare la sfida di Udine. La sfortuna sembra non voglia proprio lasciare gli azzurri in questa stagione. Proprio dopo che Gonzalo aveva ritrovato il gol (anzi i gol) dopo una lunga astinenza, si trova nuovamente fuori. Niente di grave, fortunatamente, soltanto qualche giorno di riposo. Quindi non dovrebbero esserci problemi, soprattutto in vista della finale di Coppa Italia il 3 maggio. 

Benitez sembra deciso a schierare Duvan Zapata dal primo minuto. E' lui il candidato numero uno. Il tecnico azzurro ha fiducia nel ragazzo. Sta bene fisicamente. Ha voglia di mettersi in mostra. Si allena bene da diverso tempo e quindi merita di sostituire il bomber azzurro. Oltre che per una questione puramente tattica. Lui, in teoria, è stato acquistato come vice Higuain anche se finora ha avuto pochissimo spazio. E talvolta gli è stato preferito Pandev. A quanto sembra però questa è la sua volta. Il tecnico partenopeo, non avendo nemmeno convocato l'argentino, sembra deciso a puntare su di lui. 

Higuain non sarà l'unico assente. Mancherà, infatti, anche Britos. Nella mediana dovrebbe riprendersi il posto Inler. E Hamsik dovrebbe tornare a giocare dietro la punta centrale. In panchina si rivede Zuniga. Questi i convocati di don Rafè per la difficile sfida contro l'Udinese 

Reina, Doblas, Colombo, Ghoulam, Reveillere, Mesto, Zuniga, Henrique, Albiol, Fernandez, Jorginho, Inler, Behrami, Dzemaili, Radosevic, Callejon, Insinge, Hamsik, Pandev, Duvan.


giovedì 17 aprile 2014

Calciomercato: procede spedita la progettazione del nuovo Napoli. Facce nuove nello spogliatoio azzurro

Quando alcuni anni fa Aurelio De Laurentiis ci raccolse dall'Inferno, promise progetti in continua crescita verso il Paradiso seppur passando attraverso il Purgatorio delle serie cadette. Ebbene, i fatti gli hanno dato ragione. Tra acclamazioni e contestazioni, siamo arrivati ad oggi dove leggiamo già nomi nuovi di calciatori che arricchiranno qualitativamente il team azzurro. 

Il campionato, infatti, non è ancora finito, ma, per quanto possa sembrare un paradosso, la vera realtà non è questa. La progettazione del nuovo Napoli non trova mai un giorno di pausa. Non è un mistero il fatto che ADL, Bigon, Benitez e tutto lo staff siano costretti ad anticipare i tempi per trovare calciatori che racchiudono la giusta combinazione tra qualità, quantità, affare economico, in vista di quello che sembra ormai certo il prossimo impegno, ossia il Girone Preliminare di Champions. Condizionato, tra l'altro, dai Mondiali in Brasile. Conoscendo l'ambiente azzurro, la macchina dello scouting non si è mai fermata e, a quanto pare, secondo quanto si legge sui vari siti di informazione sportiva, il Napoli ha già dato fuoco alle polveri mettendo a segno due colpi di mercato che andranno a rinforzare quei ruoli che, durante il campionato, è risultato maggiormente deficitario. 

Un giornalista che raramente ha deluso in merito alle sue notizie di calcio mercato, Gianluca Di Marzio, ha ammesso che è ormai in dirittura di arrivo la trattativa tra il Napoli ed il Genk, che vede prossimo a vestire i colori azzurri il difensore franco-senegalese Kalidou Koulibaly, per cui Benitez ha dato da subito il suo placet visto che già occupava un posto nella sua banca dati. Operazione che prevede un investimento, per l'acquisto del cartellino, di circa 4-5 mln di euro. Ma non finisce qui. Sia in Italia sia all'estero si da per certo che quella che a gennaio ci veniva riportata come una vera e propria beffa ai danni del Napoli, ad opera del Presidente del Olimpique Lione, Aulas, oggi si è dimostrata come una specie di tacito accordo relativo alla cessione del centrocampista Maxime Gonalons per 14 mln di euro e 1,8 mln per 5 stagioni al calciatore. Indubbiamente, il numero uno francese, a gennaio, doveva fare i conti col fatto che la squadra era ancora in piena corsa Champions, e non da meno, si trattava comunque del capitano della sua squadra, per cui avrebbe dovuto fronteggiare il malcontento dei tifosi. Ovviamente siamo tutti in trepidante attesa della conferma di queste notizie. 

Altro dato che mi lascia alquanto perplesso è il fatto che camminano di pari passo la notizia che vede gli azzurri alla ricerca di un altro mediano e quella che riporta dei continui contatti tra Benitez e Mascherano. Sarà lui? Sarà vero alla luce della penalità inflitta al Barcellona dall'UEFA? Staremo a vedere! Chi invece ha le valigie pronte sono Britos, Pandev e due dei tre centrocampisti elvetici. Il mio modesto parere di tifoso prova dispiacere, leggendo questi nomi, solo nel caso del Macedone e se dovesse trattarsi anche di Behrami. Se questi sono i presupposti, allora prepariamoci a vivere da protagonisti la prossima stagione, perché l'internazionalizzazione del nostro Napoli procede spedita, e col pubblico che si ritrova, non potrà essere che un esplosione di voci che intonano "Oi' vita oi' vita mia".     

mercoledì 16 aprile 2014

Don Rafè compie 54 anni: il suo primo compleanno festeggiato a Napoli

Auguri don Rafè! Il primo compleanno a Napoli per il tecnico spagnolo. Il presidente De Laurentiis, ovviamente, ha voluto essere il primo a fare gli auguri. Sua, infatti, la prima telefonata di auguri seguita dall'immancabile "tweet" pochi minuti dopo le dieci di questa mattina: 

Rafa, da parte mia e di tutti i tifosi napoletani, tanti auguri. Il tuo primo compleanno a Napoli, tra la stima e l'affetto di tutti #ADL


E sembra che abbia già avuto anche il regalo (o meglio, da tifosi ci auguriamo sia solo un'anticipazione del regalo). Il patron azzurro sembrerebbe pronto ad esercitare l'opzione per il secondo anno di Benitez a Napoli ma non solo. La notizia che trapela è che lo spagnolo possa continuare ad allenare il Napoli ben oltre il giugno 2015 così come inizialmente pattuito. La stima e la fiducia di De Laurentiis nei confronti di Benitez, e vicecersa, non è mai venuta meno. Nemmeno un attimo. Nemmeno dopo l'eliminazione dall'Europa League contro il Porto. Nemmeno dopo la sconfitta di Parma. De Laurentiiis sarebbe quindi pronto a contattare Quilon, l'avvocato che cura gli affari di Benitez, per proporgli un "rinnovo". 

E non è ancora tutto. Oltre al prolungamento del contratto il presidente partenopeo pare abbia già "confezionato" i primi due acquisti per la nuova stagione. Si tratta di Gonalons (che ha disertato la presentazione delle maglie del Lione) e Koulibaly difensore franco-senegalese, classe 1991, in forza al Genk. Nel giro di pochi giorni si aspetta quindi la conferma ufficiale sia per il prolungamento del contratto dell'allenatore del Napoli sia dei primi due colpi di mercato per il prossimo campionato. Staremo a vedere. 




martedì 15 aprile 2014

Il Napoli che verrà: Benitez e Bigon valutano partenze ed arrivi

Quasi certamente i nostri beniamini concluderanno al terzo posto questa prima stagione di Rafa Benitez, salvo clamorosi scivoloni della Roma o di un calo clamoroso nostro a favore della Fiorentina.

Benitez da un po’ di tempo sta mandando messaggi sui vari giocatori che Bigon dovrà cercare di portare a Napoli. Sta cercando un difensore dai piedi buoni e forte fisicamente, secondo alcune indiscrezioni, De Laurentiis avrebbe sondato il terreno per Ezequiel GarayDifensore del Benefica, costo del cartellino 20 milioni di euro. Cifra elevata tenuto conto del pensiero del "numero 1" partenopeo.  Altra pista che si starebbe seguendo sarebbe quella di Micah Richards del Manchester City il cui cartellino costerebbe 11 milioni, ed infine sempre con gli inglesi del City ci sarebbe l'idea dell'ex laziale Kolarov.

De Laurentiis, sempre secondo le indiscrezioni, avrebbe già concluso il primo acquisto: Maxime Gonalons. Il francese già tentato dalle offerte partenopee a gennaio sembra destinato a vestire la maglia azzurra. E si sta anche monitorando Gundogan, con un unico dubbio che riguarda le sue condizioni fisiche. Sembra invece abbandonata la pista che porti al Top Player Mascherano, troppo alto il suo ingaggio, troppo alto il costo del cartellino, nessuna delle due condizioni favoriscono un suo arrivo a Napoli.

Oltre agli arrivi, c’è da risolvere anche il mercato in uscita. Primo su tutti  Cristian Maggio più volte il giocatore ha chiesto un’incontro alla dirigenza partenopea. Più volte gli è stato detto di aspettare. Sembra comunque conclusa l’avventura del capitano azzurro a Napoli. Vuoi per l’età, vuoi per la nuova collocazione affidatagli da Benitez: terzino vecchia maniera, il tutto porterebbe ad un’addio.

Capitolo Zuniga. De Laurentis non ha mai gradito l’atteggiamento del giocatore poco prima della firma del contratto, non dichiarando il problema serio che aveva al ginocchio, facendo scena muta, mettendo la squadra in difficoltà ogni volta che lui veniva schierato, facendo pensare che  i problemi  erano dovuti solo alla nuova collocazione in campo non congeniale al giocatore e del tempo che ci voleva per assimilarla. Salvo poi il giorno dopo la firma fermarsi e sparire dalla circolazione, sarà uno che andrà via dal Napoli.

Per Valon Bherami c'è un’intesa di massima per il rinnovo del contratto ma fino a questo momento le parti non si sono mai incontrate. I tifosi e gli stessi compagni di squadra non vorrebbero privarsi di un giocatore che fa reparto da solo.

La questione più spinosa riguarda Marek Hamsik, da 7 anni a Napoli. Dall’infortunio in poi, c’è stata un’involuzione incredibile delle sue prestazioni. In tanti affermano (come il sottoscritto) che la posizione in campo, vicino alla punta, non da modo allo slovacco di sfruttare la sua progressione, la sua tecnica, la sua capacità di vedere la porta e di essere decisivo come lo abbiamo conosciuto in questi anni. Benitez farebbe meglio a rivedere il suo concetto a favore dello slovacco ed impiegarlo come sempre visto da quando gioca nel Napoli. Un calciatore del genere in giro non c'è, considerando anche che è ancora giovane e deve dare ancora tanto al calcio.

A proposito di rivedere determinati concetti, guardando il cammino delle squadre che stanno dominando la Serie A ed anche i maggiori campionati europei, si può notare che gli altri tecnici la parola turnover non la conoscono. Non la sfruttano. Non la usano. Conte della Juve a parte l’attacco dove alterna Giovinco, Vucinic e Osvaldo, per il resto 10/undicesimi della formazione è sempre quella…da 3 anni!! Così anche la Roma. Le rivoluzioni vanno bene, ma dopo bisogna gestirle. Non sempre cambiare i protagonisti porta a risultati positivi, anzi il più delle volte porta a svantaggi che si aggirano sui 20 punti!

di Francesco Ricciuto

lunedì 14 aprile 2014

Behrami e Mertens: due calciatori indispensabili per questo Napoli

Analizzando la partita di ieri, si è notato che il Napoli non può fare a meno di determinati elementi come Bherami e Mertens. Il primo, quando sta bene nella condizione fisica, è il miglior centrocampista in circolazione, s’impossessa del centrocampo, innalzando una diga dove chiunque passi dalle sue parti paga dazio. In più ieri ha effettuato giocate raffinate per far ripartire la squadra utilizzando tocchi morbidi e precisi verso i compagni, un po’ inconsueto per lui.

Il secondo, Mertens, è l’ago della bilancia dell’attacco. Ieri contro la Lazio nei primi minuti iniziali non ha visto palla, bravo però a non dare riferimento alla difesa biancoceleste spostandosi  sempre. Poi al vantaggio laziale, ha deciso che era ora di cambiare marcia e modo di giocare. Si è caricato la squadra sulle spalle e per primo ha pareggiato con un missile terra/aria, poi ha seminato il panico nella metà campo avversaria, fino a farsi atterrare in area provocando il rigore realizzato da Higuain.

Determinazione che non ha ancora Insigne, sia per statura fisica (Mertens è alto uguale ma con più forza fisica e velocità) sia per tecnica. Si è vero, si sacrifica per la squadra ma una volta che le difese gli prendono le misure, risulta molto prevedibile. Benitez, mia personale opinione, lo fa giocare in previsione dei mondiali, più visibilità ottiene e più aumentano le chance per un visto in Brasile.

Albiol, dopo 6 mesi di rendimento costante, affidabile, sicuro, ci può stare che incappi in una giornata "no". La questione è un’altra però: se Benitez a fine partita dice "aveva un virus che lo sta debilitando da due giorni” uno staff tecnico-medico non può lasciare che scenda in campo e farsi mortificare più volte durante il primo tempo. E' un po’ un controsenso di ciò che dice il tecnico spagnolo che vuole tutti al 75%. Ieri Albiol non stava nemmeno al 30%.

Hamsik, giusto il turno di riposo? Giusto ancora non provarlo con Bherami e Jorginho alle sue spalle? Giusto non rimetterlo nel suo ruolo naturale? Ieri il Napoli ha giocato per un bel po’ in superiorità numerica, qualcuno di voi si è accorto di questo vantaggio? E Benitez che fa? Toglie Mertens l’unico che dava profondità alla squadra, rimane Pandev (non ne poteva più) e mette Mesto…Mesto? in casa? con l’uomo in più? cosa vuole difendere? o meglio ma non era lo stesso tecnico spagnolo ad elogiare una mentalità europea votata all’attacco?

L’anno prossimo, oltre a degli acquisti mirati nei tre reparti, Benitez, farebbe meglio a risistemare gli uomini chiave che ha, dando a loro la possibilità di esprimersi al meglio nel loro ruolo e non dimenticando che in 9 torneranno dai mondiali brasiliani, in che forma? ma soprattutto, quando?

di Francesco Ricciuto

Napoli-Lazio finisce 4-2 ma a diversi cronisti non interessa, preferiscono parlare d'altro


Napoli gioisce. I tanti tifosi accorsi da ogni parte della città, da ogni parte d'Italia e, anche da oltre oceano, approfittano di ogni occasione utile per far sentire la propria presenza a sostegno della squadra. Oggi hanno urlato di felicità per ben quattro volte. Dopotutto sapevamo che gli azzurri affrontavano una Lazio rimaneggiata per le troppe assenze, ma che ha saputo farsi valere in più occasioni. 
Stringiamo i denti, mancano ancora poche partite e poi si potranno tirare le somme e iniziare a  progettare il prossimo campionato e gli impegni di Champions. 

Tuttavia pare che, e mi dispiace sottolinearlo, le vittorie del Napoli siano discusse alla stregua delle sconfitte. Perché queste parole? Semplice! La mia impressione è che sembra tanto che il Napoli sia ormai "Il terzo incomodo" del Campionato. Alla luce del teatrino messo in scena dal duo D'Amico-Mauro, sui canali Sky, si avverte la necessità di fare un'analisi di vari eventi precedentemente verificatisi.  Partendo dalla famosa norma di "Discriminazione territoriale" che dovrebbe aver difeso tifoserie e città bersagliate da comportamenti che non hanno nulla a che vedere con le più semplici regole civiche, non ha fatto altro che trasformare i napoletani da vittime a carnefici. Si! Assurdo! Perché coloro che, secondo la norma in questione, sono stati puniti con l'allontanamento temporaneo dallo stadio, risultano essere per l'opinione giornalistica di diverse emittenti televisive, limitati nell'esprimere la loro passione per il Napoli...pardon per le proprie squadre. Difficilmente si sono sentiti commenti a sostegno del pubblico partenopeo, in tal senso. Come assurdi sono stati i giudizi critici per quelle che, secondo i soliti, erano eccessive le esultanze dopo la vittoria contro la Juve. Beh! Perché, a quanto pare c'è un livello di gioia da non superare...io credo che volessero dire: "Non esagerate perché la vostra vittoria danneggia la nostra immagine" . Peccato che chi ha vinto sia stato il Napoli e non il Pro Patria (con tutto il rispetto). Anche lì due settimane di polemiche. 

Per non parlare, poi, della querelle De Laurentiis-tifoso, all'uscita dal Tardini. Quella sconfitta ha fatto male a tutti, soprattutto per la prestazione a cui abbiamo assistito, ma ciò che è accaduto nel post partita ha dato il "la" ad una serie di critiche e commenti di ricamo a quanto accaduto nelle settimane precedenti. Per finire, la partita con la Lazio, vinta meritatamente, ma senza togliere meriti agli avversari, combattivi fino all' ultimo nonostante le tante assenze. Ascoltando i tanti commenti sulle varie reti televisive sopra riportate, è sembrato quasi che il Napoli avesse rubato una nuova partita. Su Sky il duo D'Amico-Mauro, che hanno cercato di estorcere a Mertens dichiarazioni sulla non autenticità del rigore, concludendo con: "Ora gli fa comodo non capire l'italiano". Era un' allusione o un' accusa? Forse erano i sassolini che riempivano le scarpe della conduttrice. Su Mediaset Premium, durante la telecronaca imparziale, Cravero ha manifestato la sua conoscenza delle regole del calcio in maniera decisamente discutibile...diciamo anche da vergogna, molto più fazioso del cronista tifoso De Angelis. Per fortuna che la libertà di cambiare canale non c' è stata ancora tolta.

domenica 13 aprile 2014

Napoli, vittoria e sofferenza contro la Lazio: Higuain trascina i suoi al successo

Finisce come all'andata. Il Napoli vince 4-2 contro una buona Lazio. Squadra di Reja in piena emergenza ma nonostante ciò mette in difficoltà i partenopei. L'arbitro Banti, inoltre, ci mette del suo per far diventare la sfida ancora più incerta. Dubbie diverse decisioni arbitrali. Dall'ammonizione a Jorginho dopo un minuto e mezzo, alla non espulsione per fallo da ultimo uomo e chiara occasione da gol di Cana nel primo tempo. I tantissimi falli sui portatori di palla partenopei non sanzionati in alcun modo. Insomma...una giornata "storta" per il direttore di gara ed i suoi assistenti. 

Partita che inizia con ritmi blandi. Il Napoli prova ad impostare l'azione facendo possesso palla, com'è consuetudine, e la Lazio punta a ripartire in contropiede. La gara si sblocca verso la metà del primo tempo. E' la formazione di Reja a trovare la rete del vantaggio al 21' grazie allo spunto di Lulic che salta Albiol ed incrocia nell'angolino basso alle spalle di Reina. Il Napoli prova a reagire con ottima personalità e padronanza del campo ma la Lazio si chiude bene e prova anche a raddoppiare in contropiede con Onazi. Il tiro esce di poco a lato. Al 41' Mertens sale in cattedra. Con una magia da fuori area silura Berisha all'incrocio dei pali e firma il pareggio poco prima dell'intervallo.

Nella ripresa cambia subito la musica: triangolo Mertens-Higuain, il belga viene atterrato in area da Cana (espulso per doppio giallo) e calcio di rigore per i partenopei. Sul dischetto va Higuain e realizza il vantaggio del Napoli. La Lazio, in dieci uomini, prova a pareggiare i conti inserendo Postiga in attacco. Un po' d'affanno, nonostante l'uomo in più, ma alla fine la gioia arriva. Il 3-1 è ancora opera del "Pipita" al 64' che approfitta di una difesa "ballerina" per tarfiggere Berisha. La partita sembra virtualmente chiusa ma la Lazio non si arrende e  la squadra di Benitez comincia a calare d'intensità e di lucidità. Al minuto 82 Onazi riapre la gara sorprendendo Britos e Reina con un'incursione. Minuti di sofferenza finali per il Napoli che si tramutano in gioia al 94' grazie alla tripletta di Gonzalo Higuain. 
Il Napoli, dunque, blinda il terzo posto portandosi a +9 sulla Fiorentina e ritrova un eccezionale Higuain che non segnava in campionato dallo scorso 17 marzo contro il Torino. Ottima prova anche per Dries Mertens che dimostra di essere un giocatore di grande spessore tecnico.

di Francesco Abate

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